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XVII piramide, costoro ci si strinsero in cerchio, ansiosi di vedere le cose trovate. Ma io coll’ armi alla mano , e con faccia fiera comandai loro di salire , e proseguire il lavoro , ed essi perchè credono che 1’ arma da fuoco col solo presentarla uccida , in un baleno si ricondussero al travaglio. Sul far della sera, essendo andati i neri verso le loro capanne, portammo alle tende le cose trovate , e nella notte quando tutti i nostri servi, e schiavi si erano dati al sonno, in compagnia dell’Albanese trassi fuori de’sacchetti gli oggetti preziosi che verrò nel mio catalogo descrivendo , e li contemplai coll’ animo pieno d’ allegrezza. Trovai mirabile il lavoro degli ori, e vedendone la quantità conobbi che dovevano superare di gran lunga tutti quelli che sapea essere sparsi ne’ Musei d’ Europa ; nè potea saziarmi di ammirare lo squisito lavoro de’ Cammei, e delle pietre , che potea non pure emulare , ma superare le più pregiate opere de’ Greci. Intanto che io esultava per allegrezza, lo Stefani erasi fatto oltremodo tristo , perchè temendo i Neri , e pensando alla loro avidità voleami persuadere a salvar noi ed il tesoro colla fuga. Ma io avvezzo da quasi cinque anni alle guerre contro d’ essi , e conoscendo la loro viltà non perdetti punto il coraggio, e vago di nuovi ritrovati volli restare. Cercai però di rassicurare l’animo pauroso del compagno col divisamento di seppellire nel deserto il tesoro ; diffatti scavata una fossa a poca distanza della tenda e postivi entro gli ori gli ricoprimmo di terra, e di sabbia. Allo spuntare dell’ alba, essendoci recati alla piramide trovammo i Nubiani accorsi al lavoro pressoché in numero di cinquecento. Quantunque per 1’ opera della grande piramide questo numero fosse soverchio, tuttavolta credei buon consiglio non aspreggiarli rimandando i nuovi lavoratori ; per la qual cosa feci incominciare in altra piccola piramide un lavoro, che continuossi per qualche tempo , ma senza alcun frutto. Seguitando il racconto dell atterramento della grande piramide dirò , che levati i materiali che formavano la celletta dove era raccolta la bara, ed il tesoro , la trovai di nuovo costrutta di grandi macigni uniti con terra impastata a foggia di cemento; per la quale costruzione l’atterramento lungo , e malagevole ci riusciva. Dall’ altezza segnata nella figura I. colla lettera A si giunse, dopo un lavoro di quindici giorni, a demolire la piramide sino al punto segnato nella figura so-3