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XIV

tili e deità. La spianata faceva capo ad una gran pietra siccome porta di un monumento. Rimossala , si trovò uno scavo ovale formato nel vivo masso a punta di scalpello, ripieno di terra impastata con acqua, che feci subito smuovere, e via portare. Ma il calore soffocante per

la soverchia umidità tanto eccedeva che i lavoratori, quantunque

usati al caldo stemperato di quei climi, non vi potevano durare che

10 spazio di cinque minuti , e si dovevano dar cambio. Levata la

terra di quel luogo, trovai in faccia all’ ingresso un altro ambiente

simile nella forma a quello testé descritto ma di minore grandezza ri-

pieno della stessa terra , con entrovi molti cadaveri gettati senz’

ordine, e senza 1’ ornamento delle armi. Lo Stefani che in questo tempo erasi posto a demolire un altra piramide assai più grande, in

otto giorni non era giunto a demolirla che all’altezza del porticato . Dopo alcuni giorni di lavoro trovò anch’ egli la scala , e la tom-

ba. Tra i moltissimi cadaveri uno era coperto d’una pietra , e sca- vando dalla parte della testa per rimoverla, un lavoratore diede

con la mazza in un masso rotondo della grandezza di un uovo di

Struzzo, che a quel colpo si ruppe, e mostrò gran quantità di cri-

stalli d’ una calce fluata trasparente di color bianco.

Mentre l’Albanese era intento a quest’opera, io aveva già tut-

ta esaminata la piramide demolita , ma senza frutto ; solo dal por-

ticato, o santuario tolsi un pezzo di macigno con due figure segna-

to al N. i5o. Non volendo rimanermi, avea già impreso ad atterrarne

un’ altra. Recherà forse meraviglia ad alcuno , che io con tanta

paziente ostinatezza seguitassi nelle ricerche, e nell’ impresa , e così

distruggessi tanti antichi monumenti sulla incerta speranza di co-

glier frutto delle mie fatiche. Confesso anche io che spesse volte

era preso da grave tristezza, quando cessati gli scavi } mi ricon-

duceva alle tende coll’Albanese, e la truppa de’ scavatori che ur-

lando , e saltellando seguivano a piedi per lungo spazio lo Stefani,

e me, e poi si mettevano diffidati a ricevere la mercede. Oltredichè

11 pessimo cibo di che ci nutrivamo , le veglie continue (1) per

(1) L’Albanese ed io metà della notte per ciascheduno vegliavamo

per sospetto de’ servi poco fedeli , e de’ Neri avari , e crudeli.

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