XIII
tannilo la fortuna nella Città in vicinanza di quelle catene di Sfingi.
Quattro giorni dopo il nostro arrivo posta in ordine tutta la nostra
gente chiedemmo al capo del villaggio, detto Sech lavoratori a pa-
ga ; ne’primi giorni, non isperando di ottenere il guiderdone che lo-
ro si prometteva, accorsero in poco numero , ma dappoi tanti ne
vennero che conveniva rimandarli. Dopo pochi giorni si rinvenne
un’abitazione, che aveva segni di rovine operate per mano d’ uo-
mini, e nelle tre camere che di essa rimanevano non si trovò che
una piastra di pasta con vernice a smalto turchino segnata al N. 146
ed un Ichneumone di serpentino segnato nel catalogo al N. 118. In-
vano si cercò di scavar piò al fondo per andare in cerca di alcuna
cosa pregevole; laonde passammo ad altro luogo, poco distante,
e qui lasciato 1’ Albanese , mi recai con cent’uomini a visitare le
grandi piramidi. Il mio compagno dopo pochi giorni trovò un’ altra
abitazione piò grande della prima, ma con avversa fortuna , non a-
vendo ritrovato che un solo idoletto di terra cotta inverniciata co- me al N. 147. In questo tempo io aveva già demolito gli avvanzi
di una piccola piramide posta al piede del colle , e giunto alla
falda della montagna la trovai di color nero formata di lastre , co- me se fossero poste per mano d’ uomo ; cercai col ferro la via piò
facile per riuscire alle fondamenta _, e dopo aver levata poca terra
si offrì al mio sguardo un gradino che facea capo di una scala, e
quindi apresso un secondo, ed un terzo. Sopravenuta la sera si dovè
stare dal lavoro ; ma nel giorno seguente chiamai a me lo Stefa-
ni , e le sue genti , cogli Arabi che gli si era no aggiunti , e che
s’ annoveravano a trecento cinquanta. E tanti si richiedevano al
lavoro , dovendosi levare la terra , ed altrove sulle spalle traspor-
tarla. Ma gli Arabi che vedevano distribuirsi un giornaliero sti-
pendio, cosa a loro inusata , avevano poste in vicinanza ai lavo-
ri le loro capanne formate di lunghe paglie intrecciate a foggia
di stuoie dette da loro Birs. Continuai pertanto lo scavo della sca-
la , e giunsi a scoprire il nono, che era l’ultimo de’gradini. Mette-
va questo in una piccola spianata ove ritrovai molte ossa di Cam-
mello, e Cavallo, ed altre ossa di piccoli scheletri che a me par-
vero di cane; poscia due arnesi, uno dei quali aveva la forma di una
sella di Cammello, e l’altro di Cavallo; quindi pezzi di metallo rassomi-
glianti a campanella (N. ii 3 ) con sopraviincision: rappresentanti vola-