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XII

inutile ogni mio tentativo lo lasciai in potere del capo della Vil-

la coll’ ordine di non consegnarlo ad alcuno senza un mio avviso (i).

Seguitando i lavori trovammo un ambiente selciato con mattoni

rossi , ed una colonna nel mezzo, ma parea luogo messo dagl’anti-

chi in rovina. Qui trovai una maschera di gagate segnata al N. 128 L’ambiente sembrava destinato ad abitazione, ma piccolo assai, sic- come è costume anche di presente tra gli Egizj; in altro luogo tro- vammo un altra pietra di granito rosso simile alla prima, ma più

grande , e meglio incisa. La seppelii di nuovo , e continuando a

caso il lavoro , s’ entrò in un tempio tutto devastato dove i bar-

bari avevan rovinato i belli impronti ; nè rinvenni veru na cosa che

pur pagasse le spese, e la fatica di un mese di lavoro. Di là ci re- cammo verso Begaravìa ove esistono le grandi Piramidi, le quali

più volte mi aveano messo il pensier o di cercare tra questa muta

regione seggio di antica grandezza qualche avvanzo, che potesse il-

lustrare la storia di quella parte del mondo.

Si posero le tende in vicinanza del piccolo Villaggio di Bega-

ravia poco distante dal Nilo; e presa ad affitto qualche capanna

de’ neri, fu spartita la nostra servitù parte alla cura de’cammelli par-

te a formar con pelli di bue vasi concavi per gettar la terra sca-

vata. In questo tempo andammo coll’Albanese a visitare le Pirami-

di che si fanno vedere a un ora di distanza. Si passò dapprima

all’ antica Città di Meroè tutta coperta dalla sabbia, dove nuli’ al-

tro si scorge fuori che alcune sfingi di granito nero ordinate in due

fila, ma guaste, e sfigurate in parte. A poca distanza da questa si

vedono molte piramidi unite rovinate dal corso degl’ anni. Dopo

breve cammino giungemmo ad un colle la cui cima è coronata da

ventuna Piramidi , tutte guaste , e rovinate nella parte superiore;

fuori di una che ancor conservasi intatta. A levante se ne veggono

altre otto più piccole, ma intere, ed alle falde della collina se ne

vedono molte altre più piccole di cui non mostrasi intero che il

portico, ovvero santuario con iscrizioni Geroglifiche. Qui io divi-

sava di intraprendere il lavoro , ma dissuaso dall’ Albanese ten-

(1) Questo fu poi da me dato in dono al Sig. Mimmaut Console Francese.

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